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DOMANDE & RISPOSTE

Buongiorno non ho trovato informazioni in merito e Le chiedo ho trasferito 2 gg fa due blastocisti un embriotransfer da congelato (precisamente embrioadozione di blasticisti) ho fatto una terapia di progesterone sia sottocute che vaginale iniziata 5 giorni prima del transfert, Ho fatto dosaggio del progesterone il giorno prima del suddetto transfert, il valore è risultati intorno a 200 ng/l secondo lei è un valore molto alto? È in valore pericoloso? La somministrazione di progesterone, nel post transfert, andrebbe abbassata? Un valore cosi alto ha potuto compromettere la ricettività dell’endometrio e la sua finestra d’impianto? Rendendo vano quindi il tentativo e nulle le speranze di attecchimento? Devo iniziare a rassegnarmi alle beta negative? Grazie per la sua cortese risposta.

Gentile Signora
Il dosaggio ottimale di Progesterone nelle vicinanze di un transfer è un argomento molto dibattuto in letteratura. Tuttavia, ad oggi non esistono dati di certezza sui valori ottimali, nè sulla effettiva importanza del dosaggio del progesterone plasmatico. Non è chiara la relazione esistente tra questo e la concentrazione di progesterone a livello endometriale, ne con lo spessore dello stesso alla ecografia.
Pertanto, non disperi assolutamente nè si rassegni all’idea delle beta negative
Prosegua la terapia come prescritta e in bocca al lupo!

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Buongiorno, ho 43 anni ad Aprile ho fatto la prima IUI con esito positivo ma purtroppo si è interrotta alla quinta settimana, ne ho fatta un'altra a Settembre ma con esito negativo, ho rifatto gli esami ed è possibile che in 1 anno e mezzo il valore dell'AMH sia passato da 2,2 a 0,6 con 2 stimolazioni? FSH è 12,0 cosa mi consiglia è possibile secondo lei dare una Fivet?O devo perdere ogni speranza?Grazie cordiali saluti.

Buonasera. Purtroppo, con l’aumentare dell’età anagrafica della donna, diminuisce sia il numero di follicoli (un valore di AMH di 0,6 è normale alla sua età) sia la qualità degli ovociti in essi contenuti, che si traduce in una maggiore difficoltà ad ottenere la gravidanza e a un aumento degli aborti spontanei e del rischio di avere un gravidanza con un feto affetto da una patologia cromosomica (es sindrome di Down). Purtroppo in base agli esami ormonali e alla sua età anagrafica la possibilità di portare a casa un bimbo, con una fecondazione in vitro, rimane bassa (< 5%). In questi casi la tecnica ottimale è la fecondazione in vitro con donazione di ovociti. Giovanna Sighinolfi

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Salve dottoressa sto cercando una gravidanza da un anno e mezzo io ho il progesterone basso questo mese 8;96 il mese scorso 10;50 esami fatti al 24 giorno del ciclo,perché ho ciclo anche di 35 infatti sto facendo una cura con il dufaston ma anche il tsh non sale è sempre 1,3 Sono già stata dall endocrinologa che mi ha fatto fare vari esami eco e scientigrafia ma nulla perché ho iniziato con un tsh 0,001 avendo usato una crema anticcelluliteha sfasato i livelli ormonali ma essendo salito è sempre molto ballerino

Salve, in una coppia che cerca una gravidanza da più di 1 anno e corretto iniziare un percorso diagnostico che vada ad esplorare altri aspetti legati alla riproduzione e non solo il progesterone. In merito al TSH questo deve essere < a 2,5 l per evitare un ipotiroidismo subclinico. Consiglierei di guardare la vostra condizione clinica da più punti di vista: permeabilità delle tube, liquido seminale riserva ovarica..così da prendere un percorso diagnostico terapeutico mirato
Alberto Vaiarelli

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Buon pomeriggio
dopo vari tentativi 1 Fivet 2 ICSI mio marito sta facendo delle punture per aumentare l'FSh. E' possibile che tale cura migliori la quantità degli spermatozoi e la motilità ma riduca il numero di forme normali? mio marito ha una teratozoospermia severa ma dagli ultimi esami addirittura aveva 0% di forme normali.
quanto incidono le forme normali e quindi i difetti di forma in termini di successo nelle tecniche di fecondazione assistita e nella possibilità di iniziare e portare avanti una gravidanza? Può essere utile tentare con la IMSI o la MACS? Tali difetti nella forma dello spermatozoo possono correlarsi anche a potenziali difetti del feto e quindi malattie dello stesso (es. sindrome di down....)? Grazie attendo risposta



Gentile signora, non conoscendo la situazione clinica ed ormonale di suo marito e risultandomi poco chiaro il tipo di trattamento che gli è stato prescritto, trovo alquanto difficile rispondere alla sua domanda sull’efficacia di tale terapia nel migliorare la qualità del liquido seminale. In gruppi selezionati di pazienti trattamenti con FSH potrebbero migliorare i parametri seminali; sono comunque certa che lo specialista che ha in cura suo marito e gli ha prescritto la terapia potrà chiarire i vostri dubbi in merito a tali quesiti.
Per quanto concerne la relazione tra morfologia degli spermatozoi e percentuali di successo della fecondazione assistita, da studi recenti è emerso che spermatozoi morfologicamente normali hanno una minor probabilità di presentare anomalie cromosomiche e danni al DNA spermatico: questo sembra tradursi in una minor incidenza di aneuploidie, cioè alterazioni cromosomiche, negli embrioni da essi derivati e, conseguentemente, in un minor tasso di aborto e di patologiche cromosomiche del nascituro. Le conseguenze dei danni al DNA spermatico sul processo riproduttivo, tuttavia, non sono del tutto note, in particolare non è chiaro se tutti i tipi di danno possano in effetti essere clinicamente importanti, avere cioè un reale impatto clinico sugli esiti riproduttivi. In ogni caso il ricorso a tecniche di selezione degli spermatozoi che sfruttano la microscopia ad alto ingrandimento può essere in effetti utile in casi di alta percentuale di forme anormali, permettendo di utilizzare solo gli spermatozoi morfologicamente ottimali, e migliorando in definitiva l’outcome della fecondazione assistita e della gravidanza.
Stefania Amicucci

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Buona sera, vorrei prendere un appuntamento ma,non riesco a trovare il numero di telefono. In attesa di una vostra risposta l'occasione è gradita per porgerLe i miei saluti

Gentilissima, il servizio dell'"Esperto on line" fornisce supporto e delucidazioni in merito alla PMA e alla ricerca di genitorialità. Non fa riferimento a un centro specifico. Lei cerca di contattare uno dei nostri esperti e può indicarci chi esattamente, così da aiutarla e assisterla nella sua richiesta.
La ringraziamo per averci scritto
Un cordiale saluto
La Redazione
www.progestazione.it

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Buonasera dottore,
Ho 37 anni, non sono mai rimasta incinta, ho fatto i primi accertamenti circa 6 anni fa, la diagnosi è stata infertilità inspiegata. Per scelta però abbiamo deciso di non sottoporci a trattamenti di pma (ci avevano proposto stimolazione e rapporti mirati).
A distanza di tempo quest'anno con il mio nuovo compagno abbiamo rifatto tutti gli esami, il mio fsh è salito a 15, quindi ho una riserva ovarica ridotta (amh di circa 1). Ci hanno proposto fivet/icsi. So che non ci sono garanzie nè certezze ma mi conferma che, con il mio problema, è la soluzione migliore? Glielo chiedo perché ho letto che con questo tipo di problema non si hanno molte probabilità di successo nemmeno con la pma.
La ringrazio in anticipo.

Cara signora, è vero che la riserva ovarica ridotta rappresenta un fattore prognostico negativo per l’esito dei trattamenti di PMA, riducendone le probabilità di successo. E’ altrettanto vero, però, che le tecniche di II livello, ovvero FIVET e ICSI, sono attualmente le tecniche di PMA che offrono le più alte chances di gravidanza da fecondazione assistita. Essendo i suoi valori ormonali già indicativi di una riserva ovarica in calo, anch’io le consiglierei di procedere direttamente con la tecnica che le hanno proposto, per non rischiare di perdere ulteriore tempo prezioso con trattamenti che le offrirebbero meno possibilità di successo. Le auguro di cuore di riuscire ad ottenere la tanto desiderata gravidanza. Stefania Amicucci

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Soffro di endometriosi di 4 grado e adenomiosi sarà possibile avere una gravidanza con ovodonazione? Ho 40 anni Grazie mille

Gentile signora,
prima di tutto ci tengo a rassicurarla che l'età anagrafica non incide per nulla sull'esito di un trattamento di ovodonazione. Quanto al suo quesito, studi condotti su grandi numeri hanno dimostrato che nelle donne con endometriosi la probabilità di gravidanza con l'ovodonazione è simile a quella delle donne non affette. I dati sull'adenomiosi sono invece di più difficile interpretazione per la difficoltà stessa nel definire tale patologia. Si pensa però che le donne con adeniosi possano avere una recettività endometriale compromessa e questo potrebbe in parte minare i risultati dell'ovodonazione. In caso di forme severe di adenomiosi, prima di procedere con il transfer embrionario, possono essere proposte terapie con analoghi del GnRH

Dott.ssa Giovanna Sighinolfi

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Salve,ho 24 anni e casualmente da una visita mi è stato riscontratto l'ovaio sinistro con aspetto multifollicolare di 34mmX20mm.La dottoressa mi ha detto che si risolve e non mi ha dato molte spiegazioni.Il mio ciclo è sempre stato regolare di 31 giorni.Volevo chiederle se posso avere problemi per una futura gravidanza?in queste condizioni si ovula tutti i mesi?


Gentile signora,
il semplice riscontro ecografico di un aspetto multifollicolare delle ovaia, cioè la presenza di numerosi follicoli nelle ovaia, non identifica di per sé una sindrome dell’ovaio policistico. Quest’ultima si associa spesso a cicli mestruali irregolari e a disordini ormonali, in particolare ad un eccesso di ormoni androgeni responsabili a loro volta di una coorte di manifestazioni cliniche fastidiose come l’acne e l’irsutismo, e può associarsi anche ad alterazioni metaboliche. Il fatto che lei mestrui regolarmente è rassicurante in previsione di una gravidanza, tuttavia la regolarità delle mestruazioni rende solo più probabile, ma non sicuro, il verificarsi dell’evento ovulatorio tutti i mesi. E naturalmente, poi, non è solo la presenza di un’ovulazione regolare a permettere il rapido e sicuro ottenimento di una gravidanza, essendo coinvolti numerosi altri fattori sia femminili che maschili. Un aspetto multifollicolare delle ovaia, se isolato, cioè non associato a manifestazioni cliniche come cicli irregolari ed anovulatori e ad alterazioni ormonali e/o metaboliche, è in effetti piuttosto frequente alla sua giovane età e generalmente tende ad attenuarsi nel tempo, non richiedendo dunque alcuna specifica terapia.
Dott.ssa Stefania Amicucci

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Salve, ho iniziato la settimana scorsa la stimolazione ovarica, ma precendentemente mi hanno fatto prendere la Compressa di primolut, quello che volevo chiedere e che il ciclo non mi è proprio venuto ma è normale???

Salve Signora
dipende dalla motivazione per cui ha assunto Primolut e se stava assumendo contemporaneamente altri farmaci.

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Buonasera,
vi seguo con attenzione ed ammirazione da tanti anni e mi piacerebbe tantissimo avere una vostra opinione..sono molto preoccupata per il mio futuro..
Premetto che mi sono sempre controllata ogni sei mesi per un cin 2,ma all'improvviso da una biopsia è risultato un "adenocarcinoma moderatamente differenziato del collo utero".. non me l'aspettavo, purtroppo il mio colposcopista mi ha sempre rassicurata dicendomi di stare tranquilla xchè al piccolo peggioramento sarebbe intervenuto facendomi una piccola escissione sul collo dell'utero e nn avrei avuto problemi..e io mi sono fidata..ma non è andata così..
Sono stata operata il mese scorso e il mio stadio è stato definito 1b1, di tipo G2, e i linfonodi sentinella asportati, per fortuna, sono risultati negativi, e il cono (di circa 2 cm) risulta con i margini negativi, ma all'interno del pezzo sono presenti pochissimi focolai..
Siccome non ho ancora avuto figli, ed io e mio marito prima di questo problema volevamo provare ad avere un bambino,vorrei sapere se possiamo fare dei tentativi per un breve periodo o è pericoloso?Ho sempre sognato ad avere un bambino e ora sono davvero delusa e molto giù di morale..
L'ospedale presso il quale mi sono operata mi ha detto che se sono molto motivata potrei provare ad avere una gravidanza, altrimenti fare un'isterectomia.
Vorrei tanto sapere, se dovessi provare ad avere un figlio, quali controlli devo fare prima e quanto tempo devo aspettare dall'operazone, e inoltre, è il caso di fare dei cicli di chemioterapia?Mi hanno detto che la chemio mi potrebbe rovinare le ovaie..è così?
Inoltre vorrei tanto avere delle indicazioni su come potermi orientare per dei trattamenti di procreazione assistita e qualche centro a cui potermi rivolgere (sono della prov. di Lecce).
Aspetto con ansia un vostro preziosissimo parere, ringrazio di cuore.
Un caro saluto.

salve signora, ho letto con attenzione la sua storia. Come può immaginare non posso in semplice sms dare una risposta alle sue molteplici ma doverose domande. Quello che le posso dire che la prima cosa da fare è attenzione la sua salute che ha la priorità su tutto. Sarebbe il caso pertanto di rivolgersi ad un centro di PMA per poter valutare bene la situazione e scegliere un percorso diagnostico-terapeutico adatto alla sua situazione da affrontare sulla base delle indicazioni del ginecologo-oncologo che in questo momento hanno la priorità su tutto.
In merito ai centri puoi visionare l'elenco dei centri accreditati presso Istituto superiore di sanità e valutare quello più vicino a voi.
un cordiale saluto.
alberto vaiarelli

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Buongiorno, ho 33 anni e alla ricerca di una gravidanza da più di 2.
L'anno scorso, con tiroidite di hasimoto (tsh 4,59), mutazione genetica in omozigosi MTHFR 677(omocisteina nella norma) e PCOS ho avuto 3 aborti.
Quest'anno mi sono curata con eutirox 50 (tsh sceso a 2,9), prefolic e INOFOLIC per ovulazione, risultato: zero gravidanze.
Come mai l'anno scorso con un tsh così alto e con tutti quei problemi di cui non ero a conoscenza sono riuscita a concepire e ora che sono in cura niente?
Grazie

martina

Gentile Martina
Grazie per il messaggio. La sua storia non è diversa da tante altre, purtroppo, ma la sua giovane età è certamente un fattore prognostico positivo. Correggere la tiroidite e assumere acido folico e inositolo è certamente un supporto utile. I tre aborti dello scorso anno potrebbero essere dipesi dal Tsh fuori range, in effetti. Dopo 3 aborti, in una donna giovane, potrebbe esserci indicazione a ricercare una causa di tipo ematologico/coagulativo, e in quel caso, sebbene le evidenze siano contrastanti, può esserci utile aggiungere un anticoagulante. Provi a consultare uno specialista che si occupi di riproduzione, soprattutto se una nuova gravidanza non arriva nei prossimi 6/9 mesi

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Gentile dottore,
Ho 41 anni. A dicembre 2016 ho scoperto di avere AMH 0,01 e FSH (3 giorno) 34, mentre ancora un anno fa FSH era 8.32 (ed ovulazione confermata con ecografia). Il ciclo è irregolare (15, 26, 40 giorni).
Prima di rivolgermi al centro PMA (statale) ho fatto stimolazione con Gonal F 100 ui + Gonasi 10000 (per rapporto mirato), ma con 2 follicoli non ho ovulato.
Quest’anno al centro PMA ho fatto stimolazione con Clomid (2 cp dal 5 al 9 gg) + Gonasi 10000, purtroppo solo 1 follicolo e niente ovociti al pick up, lo stesso giorno mi hanno fatto inseminazione, dicendo, che l’ovocita poteva esserci.
Quest’ultima esperienza mi ha lasciato parecchio perplessa.
Sarei molto grata per il Suo parere:
1. Stimolazione con clomid è il modo ottimale per me, o potrebbe essere più potente? si potrebbe farlo anche con Gonal F, visto che avevo risposto bene prima?
2. Avrebbe senso provare ad abbassare FSH?
Capisco benissimo, quanto è seria la situazione (anche se non riesco a capire il motivo, mia madre è andata in menopausa a 50 anni, ed ha avuto 3 figli, anche la nonna ha avuto 3 figli), ma cerco di capire se ho una minima chance di successo con la stimolazione fatta in un modo ottimale, prima di pensare di fec.eterologa (che non è l’argomento facile per noi).
La ringrazio con tutto il cuore.
Cordialmente,
Yulia Samonenko

Cara Yulia
Grazie per averci contattato. Capisco quanto sia difficile affrontare una situazione come questa. Purtroppo molte donne ogni giorno scoprono (tardi) di avere una riserva ovarica inferiore alla aspettative per la loro età anagrafica. Fermo restando che purtroppo anche i 41 anni sono un fattore prognostico negativo, un valore di FSH così elevato, con un AMH di 0.01 non aiuta di certo. Purtroppo non esiste modo per abbassare i livelli di FSH. Tenga anche conto che il numero di follicoli a disposizione ogni mese è determinato, si evidenzia facendo una ecografia durante il ciclo e indica il numero massimo di follicoli che anche con la stimolazione più "aggressiva" può essere recuperato. Oggi esistono strategie di doppia stimolazione (DUOSTIM) che sfruttano la doppia ondata di reclutamento, per cui in donne con ridotta riserva in un mese si stimola due e non solo una volta. Proverei quindi con gonal o comunque con una ginadotropina, non più con Clomid, ma è bene che Lei sappia che a 41 anni, recuperando uno o due o tre ovociti ad un pick up, le chanches di avere una gravidanza a termine con un bambino che nasce purtroppo non sono superiori al 10%. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. In bocca al lupo. Dott.ssa Roberta Venturella

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Salve, ho 28 anni quasi, soffro di tiroidite autoimmune da 4 anni ma non ho mai assunto terapia perchè in eutiroidismo dopo una breve tireotossicosi d'esordio. Ad oggi sono risultata positiva agli ANA 1:320 granulare con lievissima riduzione del c3. Il reumatologo ha detto che in assenza di sintomi e altri anticorpi positivi come nel mio caso non si può parlare di patologie e che tutto potrebbe essere legato alla tiroide che comuque continua a essere normale, ho fatto le ultime analisi a febbraio e mi pare che il tsh fosse 1,32. Sto programmando una gravidanza per cui vorrei sapere se è il caso di prendere eutirox e qualcosa per gli ANA gia da adesso. Inoltre da 3 anni assumo citalopram e non mi sento di lasciarlo, mi hanno detto al telefono rosso che non crea alcun problema.Naturalmente a fine aprile vedrò contestualmente ginecologo, immunologo e endocrinologo ma nel frattempo mi piacerebbe avere un parere. Arianna

salve,
ogni situazione medica, come da lei già accennato, necessita di una consulenza medica appropriata che non può essere telematicamente.Essendo in una condizione di eutiroidismo con anticorpi negativa e TSH < 2.5 non vi è necessità di assumere eutirox. naturalmente il TSH e la funzionalità tiroidea sono molto importanti nel work-up della coppia infertile. In merito agli ANA le consiglio di ripetere il dosaggio dopo 30 gg e prima di andare a consulenza con il reumatologo in maniera da porte avere un dato più oggettivo.Infine le consiglio di effettuare anche una ecografia tiroidea prima di valutare eventuali terapie.
AV

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buongiorno, ho 43 anni e sono in ottima salute, sto facendo check up e controlli in vista di una gravidanza anche se è molto "tardiva", come si legge e si dice. come convinco il mio compagno, 50 anni che ha già avuto un figlio ed è convinto che non ha alcun problema? io vorrei evitare un anno di rapporti "a vuoto" e vorrei portarmi avanti e cmq fargli fare analisi spermiogramma etc. ma non so come affrontare il tema. mi aiutate per favore? Grazie Angela

Gentile Angela, le problematiche inerenti la fertilità devono essere affrontate dalla coppie e non dal singolo partner. Penso che sia importante discutere con il suo compagno sull'importanza di effettuare un colloquio con un medico specialista in medicina della riproduzione per fare il punto della situazione. Sono sicuro che la voglia di avere un figlio supererà eventuali "muri" e paure.
cordiali saluti
Alberto Vaiarelli

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Salve, siamo una giovane coppia, io 28 anni e il mio compagno 30 anni, apparentemente in buona salute. Proviamo ad avere una gravidanza da 6 mesi circa. Dopo quanto tempo di ricerca di una gravidanza dovremmo rivolgersi ad uno specialista? Grazie

Secondo l'OMS, una coppia si dice infertile dopo 12-18 mesi di rapporti sessuali mirati non protetti. Questa regola, naturalmente, esclude le coppie con condizioni cliniche particolari sia maschili che femminili che possano inficiare negativamente la fertilità. In taluni casi infatti sarebbe auspicabile che la paziente si rivolgesse quanto prima ad uno specialista. Nel vostro caso, qualora con il vostro medico non emergessero delle condizioni particolari, io consiglierei eseguire gli esami preconcezionali e di continuare a provare. State sereni in quanto l’aspetto emotivo gioca un ruolo molto importante in questa fase. Se non dovesse succedere nulla dopo 12 mesi potrete rivolgervi ad uno specialista per un colloquio.

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Come si svolge la visita specialistica per infertilità di coppia? E’ importante la presenza del mio compagno?

Una visita specialistica per infertilità è una consulenza di coppia. La presenza di entrambi i partner è importante sia per il medico sia per la coppia. L’infertilità nella stragrande maggioranza dei casi è una problematica di coppia e pertanto la valutazione medica deve essere rivolta ad entrambi i componenti. Il primo colloquio si divide in due parti: una prima parte deputata alla raccolta anamnestica e alla visione degli esami diagnostici effettuati in precedenza con annessi eventuali trattamenti pregressi di PMA eseguiti in altre strutture. Una seconda parte nella quale si esamina analiticamente la storia clinica ed il percorso effettuato dalla coppia. Verranno prescritti esami del sangue e strumentali per completare l’iter diagnostico ed ipotizzare una strategia terapeutica personalizzata.

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Salve, ho 35 anni, ho eseguito il dosaggio di alcuni ormoni ed è emerso che ho una riserva ovarica bassa. E’ una cosa grave? Potrò avere un figlio?

Nello studio della coppia infertile un ruolo prioritario è rivestito dalla valutazione della riserva ovarica. Questa avviene sia con un semplice prelievo del sangue, analizzando i livelli sierici di un ormone chiamato Ormone Antimulleriano (AMH) sia con un’ecografia transvaginale mirata ad analizzare il numero dei follicoli antrali. L’integrazione di questi due parametri ci rivelerà quella che può essere definita età biologica della donna. Questo dato è un parametro molto importante ma deve essere integrato con altri esami sia nella donna che nell’uomo per poter fare una valutazione globale sul vostro stato di infertilità.

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Salve, sono una signora di 43 anni e sto cercando una gravidanza da circa un anno e mezzo senza successo. Benché già da alcuni mesi mi sia stato consigliato di intraprendere un percorso di procreazione medicalmente assistita, solo ora mi sono decisa a sottopormi ad un trattamento di fecondazione in vitro. Ho diverse amiche che hanno avuto una gravidanza spontaneamente (o almeno così dicono loro) a 44-45 anni, per cui pensavo di avere con la fecondazione in vitro molte più chances di successo che con i semplici rapporti. Invece il mio ginecologo di riferimento mi ha detto che le probabilità di avere un bambino con la PMA, così come quelle di averne uno naturalmente, sono fortemente legate all’età della donna e che alla mia età sono molto basse. Questo, ovviamente, mi ha molto scoraggiato. Ma è vero che le percentuali di successo sono così basse alla mia età?

Purtroppo la fertilità della donna cala progressivamente col passare degli anni, e questo è un “problema” che neanche la PMA può superare. Con l’avanzare dell’età, infatti, si riduce la qualità degli ovociti ed aumenta il rischio di produrre embrioni aneuploidi, cioè cromosomicamente anormali, il che può tradursi in un mancato impianto, in un elevato rischio di aborto o nella nascita di un bambino con una malattia cromosomica. Quello che ha detto il suo ginecologo è vero: dopo i 40 anni le percentuali di nascita con una PMA omologa, cioè con i propri ovociti, si riducono drasticamente, per approssimarsi allo zero dopo i 44-45 anni. Ciò naturalmente non si traduce nell’assoluta impossibilità di avere un figlio spontaneamente (come potrebbe essere stato nel caso delle sue amiche) o con la PMA anche in questa fascia d’età, ma questo certamente non accade di frequente.

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Salve, sono una ragazza di 28 anni e sto cecando da circa 1 anno di avere un bambino col mio compagno che ha 32 anni. I mie esami sono tutti nella norma, ho le tube aperte, la mia riserva ovarica è buona ed il liquido seminale del mio compagno ha parametri nella norma. Ci è stato consigliato di iniziare con un trattamento di I livello, un’inseminazione intrauterina, ma io ho paura di perdere tempo; ho letto, infatti, che con la fecondazione in vitro i risultati sono migliori che con l’inseminazione. Cosa mi consiglia?

Premesso che la valutazione effettuata dal suo specialista di riferimento in merito al vostro problema non può essere sostituita da un parere che non può avvalersi di una visione diretta e completa della vostra situazione clinica, strumentale e laboratoristica, sembra in effetti che nel vostro caso sussistano le condizioni per poter effettuare un trattamento semplice e poco invasivo qual è appunto l’inseminazione (IUI). Siete entrambi giovani, cercate la gravidanza da un tempo relativamente non troppo lungo ed avete gli esami nella norma: il vostro insomma è un caso di sterilità cosiddetta “idiopatica”, cioè inspiegata, tipologia di sterilità che rappresenta una delle principali indicazioni ad effettuare una IUI, anche nel rispetto della legge 40 che sancisce l’applicazione delle tecniche di PMA in base ad un principio di gradualità e minore invasività possibile.

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Salve, sto per iniziare un ciclo di stimolazione ormonale per una fecondazione in vitro. Ho un’amica che l’ha appena fatta e, confrontando la terapia che è stata prescritta a lei con quella che è stata data a me, ho notato che sono molto diverse. Sarei curiosa di sapere in base a quali criteri viene scelto un protocollo piuttosto che un altro.

La scelta del protocollo e della dose iniziale del farmaco prescelto si basa essenzialmente sulla valutazione della potenziale risposta ovarica della singola paziente alla terapia. I principali criteri predittivi di risposta alla stimolazione sono l’età della paziente, i markers di riserva ovarica (in particolare AMH e conta dei follicoli antrali) e l’eventuale risposta a precedenti stimolazioni. Naturalmente va tenuta presente anche l’anamnesi della paziente (ad esempio un’eventuale pregressa chirurgia ovarica, storia di endometriosi, ecc.). Non esiste un regime di stimolazione ottimale per tutte le pazienti. Oggigiorno sempre più importanza viene data alla personalizzazione del trattamento: bisogna cercare di scegliere il protocollo migliore per la singola paziente, per garantirle le massime percentuali di successo, esporla al minimo rischio possibile, semplificarle il trattamento e ridurre il rischio di abbandono dello stesso.

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Continua

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