PMA: la ricerca avanza mentre la legislazione fatica a uniformarsi e a garantire un accesso paritario ed equo alle cure. Eppure oggi nuove soluzioni terapeutiche, sempre più attente alle esigenze delle donne, si fanno strada: gli ormoni naturali.

10 marzo 2016: la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita compie 12 anni, ma tra sentenze (ben 37 in poco più di 10 anni) e nuove linee guida, del suo impianto originario resta ormai ben poco. Se molti divieti, tra i quali il ricorso alla fecondazione eterologa, sono via via saltati, rendendo sulla carta più facile l’accesso a tutte le pratiche di PMA, attualmente il problema è però che ancora non esiste omogeneità di trattamento sul territorio. I LEA (livelli essenziali di assistenza) non sono infatti ancora stati aggiornati, così se in alcune Regioni è più facile accedere al Servizio Sanitario Pubblico, in altre è tutto a carico dei pazienti. Qualcosa sembra ora muoversi a livello legislativo, infatti sono già stati stabiliti dalla Commissione Sanità i termini fondamentali di un disegno di legge che dovrebbe sostituire in toto la vecchia legge 40.

Mentre aspettano “l’evento”, le più di 70.000 coppie che ogni anno in Italia seguono un trattamento di PMA (quasi 72.000 nel 2014 in base alla relazione 2015 del Ministero della Salute sullo stato di attuazione della Legge 40), possono oggi contare su un aiuto in più per il raggiungimento della gravidanza.

È infatti oggi disponibile una nuova scelta terapeutica per il supporto della fase luteale nei cicli di PMA (Nome commerciale Pleyris®, del portfolio IBSA area fertilità e ginecologia). Si tratta della prima soluzione acquosa di progesterone – per uso intramuscolare o somministrabile anche per via sottocutanea – che grazie alle sue particolari caratteristiche rappresenta una valida alternativa alle formulazioni vaginali nel preparare l’endometrio all’impianto, anche in totale assenza di progesterone endogeno.

Grazie ad una innovativa tecnologia messa a punto da IBSA, realizzata con l’obiettivo di migliorare la tollerabilità locale, il progesterone è stato reso solubile e veicolabile con una iniezione sottocutanea.

Poiché la nuova soluzione di progesterone non contiene solventi né conservanti, riduce il rischio di possibili reazioni avverse tipiche delle preparazioni somministrate per via vaginale o intramuscolare.

Pleyris® 25 mg è la formulazione acquosa di progesterone, efficace nel preparare l’endometrio all’impianto dell’embrione – 25mg corrisponde alla produzione giornaliera di progesterone da parte del corpo luteo, durante la fase finale del ciclo ovarico – che offre il vantaggio di una dose definita, permettendo di mantenere livelli ematici costanti e dosabili.